slam estivo in chiave comica

Dall’invito di #RosamariaCaputi e #SilviaLongo, in un gruppo di slammisti su FB, nasce questo testo, Mala Tempora Currunt, che doveva essere pensato per un dialogo con altr@ partecipante scelto dalla giuria per  #slamestivocomico.

*

Fra il serio e il faceto, ché a me il comico puro mi viene male, e mi sale su male che c’è #Fontana al Ministero della Famiglia, e nemmeno, nemmeno un po’ di Disperato erotico stomp, #slamEstivoComico in chiave queer, con dedica alla #SilviaMolesini (qui sono seria: ogni riferimento a fatti e persone citate o utilizzate per narrare è opera di pura fantasia, come dev’essere, e come si conviene. Posso permettermi di giocare con l’amore perché Silvia è una donna di straordinaria intelligenza. E perché io, in altra forma, l’amo molto)

**

Mala tempora currunt

-Buongiorno, Silviè. Che so’ sti du occhi rossi che manco ZeroCalcare dopo Macerie prime e relativo matrimonio?

-Io sono proprio stanca, Ninettina, di tutto questo scrivere notturno, e poi commenti, e poi duelli, e poi tranelli, e… tu che lasci cuori, proprio alle 5, e del mattino, quando io sto giusto lì per ritirarmi.

-Eh, sì, Silviè, lo so che tu sei una che li mangia, a colazione, ‘sti fantasmi della notte. E poi ti corichi, ti impigli. mi lasci lì a richiedermi se ho proprio ben inteso il senso che mettevi nei tuoi rivi…

-Suvvia, Ninetta. Non dirmi che adesso ti fan spavento gli occhi? Cosa pensavi, che io siccome ero di rete ci avevo solo gli occhi, e belli? Silva dagli occhi azzurri? Mi stanco pure io, ve’…

– Ma io ti amavo, Silviè, lì tutta rete, indistruttibile e ribelle. La mia eroina, la salvatrice, che lo so io che se poi capita [che mi rinchiudo], tu poi vieni a salvarmi. Ci hanno cresciute a pane e rose e poi Basaglia, a noi. Solo che io sono così piccina che poi tu sei per me come quel rosso, grande cocomero, che a Roma in via si trova, via dei Sabelli, dei, tanto pe’ ddi’, la mia Giovanna D’Arco.

– Mi prendi per il culo, Ninettina? Passa qui la boccetta tua di EN, che la mattina è dura questa volta. Cosa, la tieni tutta dentro alla tua tasca? Non smezzi come se fosse cicca che stiamo dividendo?

– Certo che è strano, Silviè, vederti proprio. Qui a Costermano. Vicino a un lago. Attenta che poi finisce ch’io lo chiamo Serpentine, e mi ci passo le ore. Amore.

-Ci stai a prova’, Ninetta? Nun ce prova’, pischella. Che a me, come diceva Irene ad Elio, “a me mi piace il cazzo”.

– A fare cosa? A mettere la mia testa dentro al forno? Come se fossi torta, invece di Maionese che avvelena? Piuttosto faccio un bel buco dentro al lago, io. E tu poi, certo, mi passi come corda una ciambella. Perché io t’amo, Silvie’, con tutta la mia mente. Solo di penna. Come quel Boris la sua Marina tosta, che infine poi si spenzola e ribella.

– Nun ce prova’, Ninetta. L’amore è un cane, chiedilo a Buck. Se tu lo prendi male, ob torto collo, mugola, ti ferisce, si ribella.

– Nammose a fa’ du’ passi, ah Silvia. Che si ce dimo Amore, Amores perros, pure de notte a Cannes si sfavilla. Come due cani, o cagne. E poi, come coiffeur, all’èstremo del mondo, ci si fa belle belle dal canaro.

Nerina #comincoSlam #FontanaDimettiti

#ilPrideèUnaCosaSeria #noisiamounaltracosa

 

 

Annunci