Leggere la Valduga

Leggere la Valduga si potrebbe
ad occhi aperti e con le mani inquiete,
profonda quanto serve a stare,
nella materia resistente.
Resiste il verso perché sa
portare il mondo sghembo,
con quella perfezione metrica
insolente, che non è mai smussata,
è ragazzina, capace di sentire  intero
il  polso dentro, e gattonare  con
eleganza strenua,  al mondo indifferente.
Adusa ad annusare il vertice del mare,
e a farlo pure come si fa nel fondo
di una stiva, lasciata cadaverina
a rimirare, a dondolare.

 

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