i desideri

“E poi di certo i desideri sono le dimenticanze inconfessabili, persino all’ombra di noi stessi tendono a presentarsi con quell’aura franta che li rende così appetibili al nostro lavorio notturno, ineguagliabile per inventiva e perdizione, una occlusione nel superamento del gomito del lavandino, per dirla come la direbbe Pier. […] Per interpretare l’esatta misura del gomito, là dove qualcuno ha creato il vuoto, noi disegnano una poltrona e con annessa chaise-longue” (ZenZéro, op. cit.)

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2 pensieri su “i desideri

  1. curiosi questi frammenti, schegge diseguali ma tutte curatissime, che, credo io, fanno parte più di un gioco di fantasia che non di un’opera organica reale (l’opera citata a ogni fine frammento). Insomma mi sembrano piccole perle sciolte che fanno uno sberleffo all’ipotetica collana intera che invero non esiste. ml

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