cara, cara è la penna, e cara anche la stanza,

cara, cara è la penna, e cara anche la stanza,
nel dislavoro non alberga il disamore, il lavorio
si fa costante, ed è come infilare la tela di
Penelope in un sacco per poi farla rifiatare.
Senza aver perso un punto. Mica si scherza,
Ulisse va mentre Penelope si attende. Attende
più se stessa che non l’altro, che le scivola di mente.
Attende un varco, un respiro, un viaggio impertinente.
Una corrente che si porti e non v’è porto che non parli
a noi di niente. Sono le dodici di un mattino, aula gremita,
e Pagliarani ci si infilava fra le dita. Erano Magli ben feroci,
in altro tempo. E si scriveva, senza paura del talento.
Niente da dare e niente da restituire, soltanto la
meraviglia di risentire e di sentire.

(Nerina, 8 marzo 2012)

(http://ottomarzoline.wordpress.com/roo/)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...