far bianco

[Per dirla esattamente com’è, vorrei far bianco, avere quella cosa che chiamano innocenza, e non aver paura di vederla infranta. Ma questo è l’impossibile di una lacerazione che nessuno salva più. Si vive in una osservazione della polvere di vetro]

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6 pensieri su “far bianco

  1. eppure l’innocenza è proprio quella nera grotta che ci attraversa che si fa pelle e sguardo che ci frantuma e passa come una chiave nel buio sottomesso, chiarissimo. la luminescenza di ogni cosa infranta.

  2. Touchée

    Ci sono stati anni che sono andati
    con una benda sopra gli occhi

    Anni con i seni piccoli straziati
    con il sesso schiuso e umido allo sguardo

    Gli anni delle catene al collo
    Delle ciotoline

    Delle mutandine scostate
    e delle sedie di corda sulla pelle

    Gli anni delle case strette
    E delle gambe larghe

    Gli anni del velo nero e della cera
    Il pizzo il cuoio il latex

    Le dita morbide dei piedi
    Al duro della strada

    Gli anni delle prigioni
    con le sbarre segate

    I mattini dell’attesa contratta sul dito
    E i pomeriggi dell’arsura

    Il desiderio di restar ferma per ore
    Fino a gocciolare accovacciata come una cagnetta

    Le calze a rete senza niente sotto
    La pornografia che si fa strada come un tarlo

    La febbre della sera mescolata
    All’umore sulle dita

    Fili che stringono la vita e che separano
    le labbra come selle a tirare

    Tatuaggi impressi con candele
    Dove sei inerme

    I polsi stretti dalle mani svelte
    Le carezze che precedono

    Le forme di gomma
    L’offerta del corpo

    A un estraneo, a una bocca
    O una mano di donna.

    Ci sono stati confini
    che non ho mai varcato

    Né il disprezzo
    Né il dolore profondo
    Né il sangue versato

    Ma il dolore di dentro
    Lo stretto che salva

    La vertigine cieca
    Della morte che salta

    La pioggia dorata
    Che descrive la scena

    Di qualcosa che torna
    A nutrire la vena

    Ho cercato dovunque
    Di negare paure

    Di annegare fantasmi
    Di concedere il corpo alle cure

    Un padrone sa prendere per mano
    Sa forzare il dolore

    Ma sei solo quando tocchi
    Con la bocca il tuo cuore

    1. grazie, mike! non sembrano passati sei anni tra un brano e l’altro, ma una mezza giornata a riflettere (la prosa far bianco a commento interiore della poesia). In touchèe non fai esibizionismo nè cerchi assoluzioni, fai confidenza sussurrata e chiara che è un’altra forma d’innocenza. ml

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