Denti

Nella paura c’è l’esercizio di una mutazione, una trasformazione che dà corpo a tutto quello che sentiamo e lo utilizza. Così ad esempio ZenZéro giocava a far sembrare un esercizio erotico quel dito che, vestito del suo lattice, si insinuava nella bocca, e che tastava, uno ad uno, i denti nella bocca. Si andava da una citazione insopportabile e perversamente erotica che trasudava cinema e censura, alla letteratura bassa, bassa quanto accovacciarsi, rannicchiarsi, gattonare, della letteratura sadomaso. Allora c’è quella assurda sensazione di invasione, che sta lì in limine, lì  fra una gola che si chiude ed una bocca che si fa più larga, si lascia rovistare, premere, incalzare. Cancella la paura di essere indifesi, inesplorati sul versante dell’io posso tollerare. E devi definire una safe-word col tuo aguzzino, padrone il movimento che risana. Come se nella bocca si concentrasse una perduta disputa fra l’essere e il non essere, fra il mugolare e il gemere. Fra il sopravvivere al dolore ed un lasciarsi andare. Credo che si cominci piccoli a nascondere nel corpo, a segnare. Come una tacca per ogni mutamento. Il guaritore pazzo. Il santo, e lo spavento.

Annunci

Un pensiero su “Denti

  1. i denti sono bianchi. quindi *far bianco* è un po’ come sorridere mostrando i denti (quest’assurdità, ho pensato: e questo è quanto:))
    peraltro, sarà un caso, ma sorridere esorcizza la paura ed è una mutazione (concentrata nella bocca, ma… senza parole).
    bacioni.
    : )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...