Esterina, sulla costa tirrenica

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Un pensiero su “Esterina, sulla costa tirrenica

  1. Perché i delitti non hanno mai una ragione, ma sempre una evidenza straziante che si va assimilando al fluire dei giorni – Rimembrando un dolore collettivo, nella terra in cui sono nata, e in un fratello. A Roberta Lanzino, rielaborazione su un testo a lei dedicato del 2006, ed oggi ripensato.

    Esterina, sulla costa tirrenica

    Con le tue scarpe di tela
    E le tue gambe nude

    E le tue gonnelle
    E le tue mani di perla

    Con l’estate che avidamente ingoi
    con la tua bicicletta o quasi

    Con dentro il pane nel cestino
    Con quella tua sventatezza

    E le tue ginocchia tirate su
    A quadrare il cerchio del mondo

    Tu che sei seduta, Esterina
    Come nei versi che si masticano

    non sapendo, non prevedendo.
    Non volendo, non potendo,

    intuire te, colorata sui sassi.
    Dove disegni una sinuosa duna

    con il tuo piccolo corpo,
    che una mano non tua

    per insania ha reso
    alla tua casa di sabbia.

    Testo e voce: Nerina Garofalo

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