Analisi del periodo

Immagine
                                         (photo by Joanna Pallaris)

 

Lei, è stata bambina. E poi lei,

è stata una ragazza. E poi lei,

è stata una donna. E poi lei,

 

è andata, lì dove vanno i verbi

che hanno solo l’imperfetto.

In principio era il Verbo.

 

E ciascuno la vedeva partire, e prendeva

la parola io. Ed io allora, ed io quindi, ed io

ero con lei, ero io che l’amavo.

 

[I muri fanno facce da biografo

parafrasando Handke. E non esiste

una sola foto che mi ti mostri]

 

E poi di nuovo, Lei era stata una

bambina, lei era stata una ragazza,

e della donna non si sarebbe saputo.

 

E’ scesa li, da sola, lì dove i verbi sanno solo

l’imperfetto. Lasciando altri a usare una qualche

forma futura [non ci sarò mai più].

 

Ho la mia stanza tappezzata dal luccichio

di ogni tuo singolo sprazzo di mondo, ed i

biografi, citando, fanno le facce da fotografo].

 

Lei era stata una bambina tutta padre,

ed era stata una ragazza madre,  e poi

non era stata che all’infinito una ragazza.

 

Credo sia lì, dove si adoperano solo i condizionali,

chiusa fra virgole, in un lungo e ipotetico periodo di tempo.

Ed è stata rimossa, come un ricordo, dalla parola.

 

[i biografi hanno scritto che non esiste una storia]

 

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8 pensieri su “Analisi del periodo

  1. molto bella. Mi ricorda certi personaggi de “Le rose di Atacama” di Sepulveda. No, forse è di più perchè tocca davvero nel profondo il senso della vita, della morte… e dell’amore.

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