Dove mare scompare

(Photo by Ian Britton)
(Photo by Ian Britton)

 

Non so se il mare sogni

come i bambini, gli animali, e forse noi.

Nemmeno so se possa, in salvaguardia,

rimuovere, sommergere e dimenticare.

Ma so che se così  poi fosse, se dunque ad opera del mare

pure il sogno se ne uscisse, oltre allo sgombero, al lavorio continuo di una

consumazione lenta, oltre al risucchio e al gorgo, oltre quella

memoria stanca di tante vite e tante riverenze di futuro, e

tanta parte di mondo da portare,  allora io credo che oggi,

mentre risalgono quei corpi incomprensibili, scavati dal gonfiore,

rugosi e viola come fiori al macero contusi dal dolore,

ecco, io credo che vorrebbe solo risvegliarsi, il Mare.

Più non voler pensare, la notte,  né formulare l’ipotesi del viaggio,

né il navigante né il timone, e neppure, col vento al petto, respirare.

Come respira, il mare, se il sogno lo affastella, lo comprime,

lo rende irrituale? Si immerge, scende e come un Dio risale,

in se stesso mortifica la sua propria natura, con sussulto si accorge

che a toccar tutta quanta questa morte, nemmeno il Mare sa nuotare.

E annega, posa, si ristà e scompare.

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3 pensieri su “Dove mare scompare

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