Il duellante

Come nei temporali marini
la quiete si trasforma in buio ed ombra,
e si fan vuote le sabbie al correre del vento,
e il mulinello porta al cielo
l’addolorato mugolio del sole perso,
così il tuo umore a intravedere
la tempesta si silenzia,
si fa contratto e stanco,
e dice noi ce la caviamo,
direi che pure invoca e infine attende
un sì del mondo, una risposta che accarezza.

Io credo, ecco, che non ci sia risposta,
solo speranza di colore,
un dio che si fa rosso bambinello
quando tradisce l’uomo,
nella speranza che gli ha dato
di poter sempre, persino solitario,
gettare in terra guanti e spada
per portar mano in fronte
al termine glorioso del duello.

Ma noi non siamo due duellanti,
salvo vagare per i campi nel sorgere del giorno,
un po’ ammattiti ed accecati dalla luce.

Noi siamo notti e notti e corpi e corpi e sogni e sogni.
Ci tiene in cerchio quella gota che arrossisce
quando per troppa vita o troppo dolo
ci perde e ci riporta al padre
come quel fiore che si è sperso al vento.

Quindi, stiamo fioriti, e rifioriamo ancora
e non soltanto siamo pronti. Questo ci dice
il Padre, barba bianca, dandoci in terra, pioggia
in mare, inquieto umore, odor di paradiso.

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3 pensieri su “Il duellante

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