Scrivere

Schermata 2014-11-07 alle 14.03.35

Ci sono esserini che temono i suoni
mia nonna che aveva paura dei tuoni
Alberto, che vive nel margine stretto
dei buchi che lasciano nelle stazioni,
col sesso di uomo fra labbra a placare
di notte e nel buio un antico terrore.

Bambino prendeva pastiglie a colori,
suo padre sudava nel manto di lana
dolore ed amore da figlio minore.
E quando poi viene Natale, non basta
Stazione a tenere. Ci sono quei bulli
che schioppano a terra i rumori dei cieli.

Mia nonna portava le mani alle orecchie,
Alberto portava le dita a proteggere gli occhi.
Io ho messo le dita a bagnarsi d’inchiostro,
ma quando li sento, quei suoni mi fanno
sul viso le righe di lacrime lunghe e ritorte.

A Roma stasera ci sono le luci
di bei temporali, ed io mi rintano,
nel vaso le piume, e mi sporco,
ben bene, le dita e le mani.

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