Essere letti

Avrebbe poi voluto che ci fosse un’agata,
là dove invece un buco, un nulla,
un vuoto di spavento, un urlo monco,
un giunco, un nodo, un inginocchiatoio
malfermo. Una fuliggine, un rattoppo.
Una incertezza fatta carne, un fermo.
E in mezzo, proprio in mezzo, quello
smarrito sciogliersi di ogni più piccolo
non voglio. Esattamente al margine
di una carezza. In quello sguardo
d’altro. D’altra misura, d’altro mondo.
Posato, restituito, non rimosso.

Giacometti (e Annette)

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